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come staccare dal lavoro Estate. Finalmente qualche giorno di vacanza. Ma anche prendendo il sole continui a controllare le email. “In una situazione del genere la prima cosa da fare è mettersi davanti a una scelta: c’è veramente qualcosa di cui devo assolutamente occuparmi adesso? Allora mi metto a lavorare. Oppure questa email può aspettare? Allora sorrido e metto via lo smartphone.” E se non riesco a staccare dal lavoro? “Allora bisogna serenamente riconoscere il problema. Senza condannarci per questo. Possiamo poi riflettere sulle ragioni profonde e chiederci: ‘Se in questo momento volessi fuggire da qualcosa, cosa sarebbe?’ Le vacanze ci lasciano tanto tempo per pensare: conflitti ed emozioni dimenticate possono tornare a galla. Allora tenere la mente occupata con attività di lavoro che sappiamo come gestire può essere una strategia inconsapevole per evitare di pensare a problemi o si sentire emozioni che non sappiamo come affrontare.”

“Ognuno di noi è il maggior esperto al mondo sul proprio ambiente di lavoro, sul proprio capo e sui propri clienti, quindi nessuno meglio di noi può valutare meglio di cosa occuparsi e cosa lasciare andare. Detto questo, bisogna stare attenti al culto del super-lavoro, che ci porta a ricercare occasioni di mostrare a noi stessi e agli altri che non ci fermiamo mai. Nella realtà, chi non sa riposarsi è destinato a danneggiare sia la propria salute che il proprio rendimento sul lavoro.”

Vediamo alcune strategie per smettere di preoccuparci e rilassarci a Natale e in qualsiasi altro giorno dell’anno.

Adesso Basta: fai questa breve visualizzazione. Pensa alle ultime tre occasioni in cui i pensieri di lavoro ti hanno rovinato un momento di relax. Ricorda con esattezza cosa è successo. Poi crea un film mentale delle vacanze rovinate, dello stress inutile, delle tensioni accumulate. Rivedi le scene una dopo l’altra. Ripeti finché non senti montare la sensazione di averne abbastanza. Arriva al punto di gridare dentro di te “Adesso Basta!”.

Informazioni dal Futuro: fai questa breve visualizzazione. Chiudi gli occhi e immagina di andare avanti nel tempo di qualche ora. Adesso ti stai godendo la vacanza. Visualizzati mentre ti rilassi e ti diverti. Poi chiediti: “Cosa faccio adesso che non facevo prima?” e “Come ho risolto il problema?”. Questo semplice visualizzazione ti permette di sfruttare le tue risorse interne per trovare la soluzione più adatta per te.

Scrivere: il semplice atto di scrivere quello che ti sta preoccupando può farti sentire subito meglio.

Resisti alle azioni che precedono la preoccupazione. Spesso le preoccupazioni per il lavoro sono precedute da specifiche azioni, come quella di controllare le email ossessivamente. In questi casi, se blocchi queste azioni impedisci alla preoccupazione di manifestarsi. Ricorda a te stessa che hai altri impulsi che non trasformi in azioni, tipo quello di dare un calcio ad una persona maleducata o ti metterti a gridare mentre combatti con la burocrazia in un ufficio pubblico. Non controlli i tuoi pensieri, ma puoi controllare le tue azioni.

Chiudi le tue preoccupazioni in una busta: scrivi le tua preoccupazioni su di un pezzo di carta e chiudile in una busta. Se senti di doverti assolutamente preoccupare per un po’ prendi la preoccupazione dalla busta, tienila in mano qualche minuto, e poi rimettila dentro.

Fai qualcosa che richiede la tua attenzione: Ci sono attività che richiedono la tua attenzione e la tua energia e che rendono praticamente impossibile preoccuparsi allo stesso tempo.

Prendi appuntamento con la preoccupazione: Metti da parte un tempo e un luogo specifico per preoccuparti. Decidi un tempo e un luogo specifico in cui preoccuparti e datti il permesso di preoccuparti solo quando sei là. Il luogo deve essere scomodo e difficile da raggiungere.

Mindfulness: Osserva serenamente la tua preoccupazione come se la guardassi dall’esterno. Non ti giudicare, non cercare di controllarla, non cercare di spiegarla. Avrai una piacevole sorpresa.

Da piccolo mi preoccupavo troppo. E quando andavo a sfogarmi da mio nonno lui mi ascoltava con pazienza e alla fine mi dava sempre lo stesso consiglio. “E tu futtitinne!” Che in dialetto siciliano significa: “E tu fregatene!” Allora non sempre apprezzavo… Ma crescendo ho riscoperto l’importanza di uno sano distacco dagli alti e bassi della vita. La serenità degli uccelli che non si preoccupano per il domani è presa a modello nei Vangeli. La saggezza di Confucio è distaccata dalle passioni mondane. Il saluto dei musulmani è “Inshallah” cioè “Se dio vuole”. Nel buddismo non c’è virtu più importante dell’equanimità. L’elenco potrebbe continuare. Le situazioni sono complesse. La realtà pure. Ma quando c’è qualcosa che mi preoccupa, mi piace sempre ricordare mio nonno che mi dice: “E tu futtitinne!”

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